Realizzare l’accesso a un percorso di cura semplice e umano per la donna

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Realizzare l’accesso a un percorso di cura semplice e umano per la donna

Il tasso di rendimento è positivo se coinvolge la salute della donna

Anche solo da un punto di vista meramente utilitaristico, investire nel miglioramento della salute delle donne non solo migliora la loro qualità della vita, ma gli consente di partecipare più attivamente alla forza lavoro, o nel caso del post-parto, di ritornare più efficacemente all’interno della propria sfera lavorativa.

Il valore potenziale creato dalla maggiore partecipazione produttiva delle donne supererebbe i costi di attuazione con un rapporto di 3 dollari a 1 dollaro a livello globale. Questa stima si basa sui costi annuali netti associati agli ulteriori interventi necessari per colmare il divario di salute delle donne, questo dato è stato poi confrontato con il potenziale economico aggiuntivo che potrebbe derivare dai miglioramenti di salute associati a questi interventi. (1)

Ovviamente il ritorno economico varia a seconda dell’area, è maggiore nei contesti dove il reddito è più alto ed è minore in paesi con reddito più basso, dove sono necessari maggiori investimenti per le infrastrutture sanitarie di base e per creare opportunità economiche migliori per le donne. Pertanto, ogni azione concreta per affrontare il divario nell’ambito della salute delle donne e per ambire a una migliore equità sanitaria va calibrato sulle condizioni specifiche socioeconomiche di ciascun luogo.

Vi sono diversi fronti su cui agire per colmare il gap

Si deve far riferimento agli investimenti nella ricerca incentrata sulle donne, alla raccolta di dati suddivisi per sesso e genere, a migliorare l’accesso a cure specifiche per le donne, fino a investimenti focalizzati sull’innovazione nella salute femminile e a politiche commerciali a sostegno delle donne.

Bisogna partire necessariamente dall’aumentare le conoscenze e i dati sulle condizioni specifiche delle donne e sulle varie malattie che le colpiscono in modo diverso o sproporzionato, con l’aiuto della tecnologia che rende più semplice la raccolta e l’analisi sistematica dei dati disaggregati per sesso in ogni fase del processo di ricerca e sviluppo. Una proposta per incoraggiare il passaggio ai dati disaggregati è di considerare il sesso come una variabile biologica. (2)

Ancora oggi, la medicina moderna si basa su ricerche condotte quasi esclusivamente su individui maschili, con conseguenze di sovradosaggio ed effetti collaterali nelle prescrizioni per le donne, di diagnosi errate e tardive, e di ignoranza dell’anatomia femminile. Basti pensare che solo nel 1998 si è scoperto che il clitoride è costituito anche da una struttura interna. (3)

La tardiva scoperta della struttura del clitoride si può considerare proprio un caso di studio sull’invisibilità delle questioni delle donne nella scienza e nella medicina.

Con un nuovo approccio ai dati, invece, le aziende del settore possono valutare con maggiore precisione la sicurezza e l’efficacia dei loro prodotti in fase di sviluppo, modificando le formulazioni e i dosaggi.

Le donne, inoltre, dovrebbero essere attivamente protagoniste nella ricerca con ruoli decisionali e di iniziativa, infatti sembra che ricoprano solo il 25% dei ruoli apicali, nonostante costituiscano il 70% della forza lavoro socio-sanitaria globale. (4)

Questo si ripercuoterebbe positivamente anche su livelli più alti di affidabilità e di efficienza per i gruppi di lavoro con una rappresentanza di genere diversificata. (5) Anche sul piano dei brevetti medici, in uno studio che ha analizzato oltre 440.000 brevetti depositati dal 1976 al 2010, è emerso che le invenzioni realizzate dalle donne avevano fino al 35% di probabilità in più apportare miglioramenti alla salute delle donne, rispetto alle scoperte realizzate dagli uomini. (6)

Per quanto riguarda l’accesso alle cure, gli operatori sanitari dovrebbero poter garantire alle donne lo stesso livello di qualità degli uomini, e per fare questo bisognerebbe ripartire dai programmi di studio in medicina, dai corsi di specializzazione, dagli istituti e dalle organizzazioni di formazione continua, per aggiornare la formazione su quali sono le differenze biologiche basate sul sesso, riconoscere le disparità intrinseche e correggerle. Per esempio, i sistemi sanitari potrebbero prevedere valori limite specifici legati al sesso per i biomarcatori e le aziende del settore farmaceutico potrebbero includere nei foglietti illustrativi i test e i risultati specifici per sesso, con lo scopo di informare anche gli operatori sanitari di quali potrebbero essere i trattamenti migliori dedicati.

Serve migliorare l’accesso a servizi specifici, dalla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento

Sul piano della gravidanza, bisognerebbe investire nel numero, nella formazione e nell’aggiornamento delle ostetriche, che possono fare la differenza per ridurre la mortalità materna a livello globale, fino a prevenire circa due terzi delle morti materne. (7)

Al momento solo nella Comunità di Valencia sembrano mancare più di 1400 ostetriche, perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che sia necessaria un’ostetrica ogni 400 donne in età fertile. A Valencia si parla di un totale di più di 47.200 donne tra i 15 e i 44 anni e di circa 360 ostetriche, quindi secondo l’OMS sarebbero necessarie 1.400 ostetriche, oltre 700 in più rispetto a quelle attuali. Se si considera tutta la Comunità Valenciana, invece, con le province di Alicante, Castellon e Valencia, il deficit sale a oltre 1.400 ostetriche. (8)

La Spagna si attesta tra i Paesi con il minor numero di ostetriche in Europa, ma il trend è globale a causa del contesto insoddisfacente e compromesso dal punto di vista salariale, delle condizioni di lavoro difficili e dello sbarramento al percorso di formazione.

La figura dell’ostetrica svolge un ruolo fondamentale in tutto il ciclo di vita della donna, fin dalla prima mestruazione alla menopausa, non solo durante la gravidanza, anche se in questo momento la loro importanza persino si intensifica. Quindi, occorre partire dall’aumento del numero di ostetriche che vengono formate annualmente per aspirare a fornire una buona assistenza sanitaria in base alla percentuale delle nascite e delle donne che hanno bisogno di assistenza.

Ostetriche e doule sono alcune figure per il supporto pratico, emotivo e informativo della donna in gravidanza

Sembra aumentare l’incidenza di un’altra figura professionale, la doula, generalmente una donna, formata per fornire assistenza, guida e supporto da un punto di vista emotivo alla donna durante la gravidanza, il parto e il post-partum. Questi professionisti, a differenza delle ostetriche, non sono qualificati per occuparsi di un parto, non possiedono le garanzie di un operatore sanitario qualificato, soprattutto all’interno di una struttura ospedaliera.

Il loro intervento, che può iniziare fin dai primi mesi della gravidanza, tuttavia, è collegato a migliori risultati del parto, con un minor numero di cesarei, di parti prematuri, una minor durata del travaglio e un miglioramento dell’allattamento al seno. Inoltre, dal punto di vista emotivo, il sostegno che offre una doula ha ripercussioni positive sull’ansia e sullo stress della donna, proprio perché viene percepita come una persona presente, che fa sentire al sicuro e a proprio agio, con cui si è costruito un rapporto di fiducia, anche se fuori dall’ambito medico. (9)

È essenziale che ci uniamo per affrontare e risolvere le questioni sociali, politiche ed economiche che stanno plasmando il nostro mondo. Dobbiamo parlare apertamente e agire con determinazione per illuminare e superare le sfide che sono alla radice della nostra lotta e del nostro impegno. Insieme, possiamo costruire una società più giusta e inclusiva, dove ogni donna ha la forza e le risorse per superare qualsiasi barriera.

Noi crediamo in un approccio collaborativo e personalizzato, per garantire la migliore esperienza per la donna e sostenerla qualunque siano le sue scelte, prima, durante e dopo il parto. Crediamo nella necessità di integrare la dimensione psico-sociale della donna nei processi di cura, ascoltando attentamente i suoi bisogni, per farla sentire più forte e sicura dall’inizio alla fine.

La maternità e il parto non possono essere solo considerate come esperienze mediche, ma sono esperienze sociali, di cui le donne hanno fortemente bisogno.

Please note:This blog article is intended for informational purposes only and does not constitute medical advice. The information provided should not be a substitute for professional medical advice, diagnosis, or treatment. Always seek the advice of your qualified healthcare provider with any questions you may have regarding a medical condition. Never disregard professional medical advice or delay in seeking it because of something you have read on this blog.

(1) “Closing the women’s health gap: A $1 trillion opportunity to improve lives and economies”, Insight Report, McKinsey Health Institute, January 2024.

(2) Women’s Health Innovation Opportunity Map: 50 high-return opportunities to advance global women’s health R&D, Bill & Melinda Gates Foundation and National Institutes of Health, October 2023.

(3) https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2020/nov/01/the-sole-function-of-the-clitoris-is-female-orgasm-is-that-why-its-ignored-by-medical-science#:~:text=The%20first%20comprehensive%20anatomical%20study%20of%20the%20clitoris%20was%20led,poor%20homologue%E2%80%9D%20of%20the%20penis 

(4) “10 key issues in ensuring gender equity in the global health workforce,” WHO, March 20, 2019.

(5) Jennifer Asuako, “Women’s participation in decision making: Why it matters,” UN Development Programme, December 4, 2020.

(6) Rembrand Koning, Sampsa Samila, and John-Paul Ferguson, “Who do we invent for? Patents by women focus more on women’s health, but few women get to invent,” Science, June 2021, Volume 372, Number 6548.

(7) Christina Östberg Lloyd and Christian Sand Horup, “Leaders in women’s health call for more investment in midwives to prevent 4.3 million deaths each year,” World Economic Forum, May 5, 2023.

(8) https://www.telecinco.es/noticias/valencia/20231210/faltan-matronas-comunidad-valenciana_18_011168469.html

(9) https://www.health.harvard.edu/blog/what-does-a-birth-doula-do-202311222995#:~:text=It%20found%20doula%20support%20was,and%20stress%20in%20birthing%20mothers

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