Il divario di salute e benessere delle donne

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Il divario di salute e benessere delle donne

Esiste ancora un divario significativo per cui le donne trascorrono più tempo della loro vita in peggiori condizioni di salute

Negli ultimi due secoli abbiamo assistito a un aumento straordinario dell’aspettativa di vita, sia per gli uomini che per le donne.

Tuttavia, si stima che la donna trascorrerà in media nove anni in più in scarse condizioni di salute, con conseguenze significative sulla sua produttività a casa, a lavoro, nella comunità, e quindi riducendo il suo potenziale di guadagno. (1)

Questo divario deriva dall’insieme di una minore efficacia dei trattamenti per le donne, di peggiori prestazioni offerte, e di barriere strutturali e sistematiche che le donne si ritrovano ad affrontare. Si tratta, peraltro, di una stima conservativa, data la storica scarsità di dati sulle condizioni di salute delle donne, che sottovaluta il carico sanitario di molte condizioni per le donne.

Intervenire sul punto significherebbe non solo rispondere all’imperativo morale di migliorare la salute e le condizioni di vita di milioni di donne, con effetti positivi nella società per il miglioramento della salute nelle generazioni future, e l’incentivazione dell’invecchiamento in buona salute, ma avrebbe anche un impatto sostanziale nell’incremento dell’economia globale.

L’eguaglianza nel campo della salute implica l’accesso alle forme di intervento e alle opzioni più adatte per ciascun individuo, indipendentemente dal sesso, dall’identità e orientamento sessuale, dall’età, etnia, religione, disabilità, istruzione e livello di reddito. Per le donne, questo può iniziare con una migliore comprensione, consapevolezza e accesso agli strumenti che porteranno a migliori risultati.

Una migliore salute è correlata a una prosperità economica, ma è anche una questione di equità e di inclusione sanitaria.

La salute delle donne è spesso semplificata per includere solo l’ambito sessuale e riproduttivo, ma questa definizione è altamente riduttiva, perché non tiene conto di condizioni specifiche del sesso, come problematiche legate al ciclo mestruale, la menopausa, e le condizioni di salute generali che possono colpire le donne con un maggior peso e una maggiore prevalenza. (2)
Per ciò che concerne la gravidanza, una buona salute della donna durante la gravidanza aiuta la madre e il bambino, con benefici che vanno oltre la gravidanza e il parto, riducendo il rischio di complicazioni che possono sfociare in malattie croniche.

Storicamente, gli uomini hanno guidato gli studi della medicina e della biologia e ne sono stati l’oggetto di studio (3), quindi, sono state raramente approfondite ricerche sulle differenze basate sul sesso.

Oggi auspichiamo lo sviluppo di nuovi strumenti di ricerca per comprendere meglio la biologia femminile di base, per classificare meglio i sintomi e le manifestazioni di disturbi, e superare la definizione che siano “atipici”, come vengono spesso etichettati, facendo pensare a pregiudizi nei criteri diagnostici. (4)

Al momento, vi sono ancora importanti differenze nell’assorbimento o nell’efficacia di farmaci progettati per l’uso di entrambi i sessi, ma testati solo su una popolazione maschile, come nel caso di terapie utilizzate per l’asma e di malattie cardiovascolari. Infatti, il trattamento principale per l’asma consiste nella terapia inalatoria con broncodilatatori e corticosteroidi, ma gli studi indicano che questo trattamento è meno efficace del 20% sulle donne rispetto agli uomini. (5, 6) Ma anche nel caso di nuove tecnologie mediche, come le pastiglie in 3D per le terapie personalizzate, con dosaggi sartoriali sul singolo paziente, la ricerca medica si basa su maschi bianchi di 30-40 anni.

Dato che l’assistenza sanitaria non è stato concepita per le donne, noi, vogliamo contribuire a cambiarla e a colmare il divario di salute delle donne.

Un altro aspetto da sottolineare è che la ricerca nel campo della salute delle donne, si concentra principalmente sulle malattie ad alta mortalità, come quelle oncologiche, trascurando così quelle che portano a una disabilità, come alcune patologie ginecologiche debilitanti. La soluzione può essere solo quella di aumentare la torta dei mezzi a disposizione per coprire le aree più trascurate, come la menopausa, la sindrome premestruale, l’endometriosi, la sindrome dell’ovaio policistico.

Anche la maternità dovrebbe ricevere maggiore attenzione, tenendo conto che le sue problematiche contribuiscono alla sofferenza complessiva delle donne, fino ai casi più gravi di emorragia post-partum (PPH), che rappresenta la principale causa diretta di mortalità materna, che si può prevenire, nei Paesi a basso reddito e nei Paesi a reddito medio-basso. Negli ultimi 30 anni sono stati sviluppati solo due nuovi farmaci efficaci nella gestione dell’emorragia post-partum. (7)

Come già evidenziato, anche la carenza di dati per tutto ciò che riguarda la salute della donna limita l’innovazione e gli investimenti nel campo. In assenza di dati rilevanti vi è una potenziale sottostima della gravità delle condizioni patologiche per la donna, influenzando a sua volta le condizioni di cura e assistenza che riceve. Un esempio è il potenziale pregiudizio di genere nei confronti del dolore: quello afferente alle donne è sistematicamente poco indagato e trattato con implicazioni e conseguenze cliniche e psicologiche. (8, 9, 10)

Le donne possono incontrare ostacoli anche per una diagnosi tempestiva e accurata.

Uno studio condotto in Danimarca per un arco temporale di 21 anni ha dimostrato che le donne hanno ricevuto diagnosi tardive rispetto agli uomini per oltre 700 malattie. Ad esempio, per il cancro il ritardo è stato di due anni e mezzo, mentre per il diabete di quattro anni e mezzo. (11)

Un altro esempio è quello dell’endometriosi, una malattia fortemente invalidante, che viene ancora disconosciuta e diagnosticata tardivamente in molti casi. Il ritardo diagnostico, che in questo caso si stima in media sia di dieci anni, oltre ad essere frustrante, ha ovviamente un impatto anche sulla qualità della vita della donna, messa già a dura prova dalla sintomatologia. (12, 13)

Anche la menopausa, che rappresenta una condizione fisiologica di tutti gli individui di sesso femminile, viene scarsamente considerata, nonostante la maggior parte delle donne sperimenti alcuni sintomi a un certo punto della transizione. Inoltre, alcuni dei sintomi come gli sbalzi d’umore o la depressione, sono spesso associati ad altre patologie, con conseguenti diagnosi errate. (14)

La carenza di dati si riscontra anche nell’area della gravidanza, con la conseguenza di servizi sanitari inadeguati sia durante la gravidanza sia subito dopo.

Soprattutto nei paesi a basso reddito, non è possibile risalire al quadro completo delle esigenze delle donne, e così sia la gravidanza sia il parto diventano più pericolosi per le donne, creando problemi su quali interventi privilegiare. L’OMS riferisce che ogni giorno, nel 2020, circa 800 donne sono decedute per cause prevedibili legate alla gravidanza e al parto, il che significa un decesso ogni due minuti. La maggior parte di questi decessi si verifica nei Paesi meno sviluppati. (15, 16)

Il percorso di cura e assistenza parte dalla consapevolezza di un problema di salute, e coinvolge le possibilità di accesso a servizi e misure di tipo preventivo, diagnosi tempestive e accurate, fino a concludersi con trattamenti efficaci e sistemi funzionanti per il monitoraggio successivo e periodico. Purtroppo in ogni segmento di questo percorso si evidenziano disuguaglianze, soprattutto per donne di categorie svantaggiate, al di là del genere. Per esempio, negli USA, le donne native americane e le donne di colore incorrono fino a quattro volte in più nella probabilità di morire per cause legate alla gravidanza, rispetto alle donne bianche. (17) In India, una donna di casta superiore ha tre volte in più la probabilità di ricorrere all’assistenza prenatale e cinque volte in più la probabilità di avere un assistente al parto qualificato, rispetto a una donna di casta inferiore. (18) Nel Regno Unito, le donne appartenenti a una minoranza etnica hanno un rischio maggiore di emorragia post-partum. (19)

Un primo ruolo importante per diffondere consapevolezza e prevenzione viene dall’educazione alla salute, partendo proprio dall’educazione sul ciclo mestruale, che non può essere trattato ancora come un tabù, per aiutare le donne a conoscere meglio il proprio corpo. (20). In Italia da alcune ricerche emerge che il tema è ancora un tabù. Non tutte le donne associano il ciclo a un sentimento di “normalità”, e una parte prova disagio e imbarazzo a trattare il tema. La famiglia ha un ruolo importante nel chiarire i dubbi, con una differenza sostanziale tra la donna della famiglia che rappresenta il punto di riferimento e gli uomini che hanno invece un ruolo del tutto irrilevante. Solo il 35% delle donne affronta il tema mestruazioni frequentemente e solo il 14% degli uomini. (21)

La maggiore sensibilizzazione non riguarda soltanto le donne in qualità di pazienti, ma anche i medici, che a volte non sono consapevoli di come alcune malattie possano manifestarsi nelle donne in modo diverso, e di conseguenza non sono in grado di fornire un’assistenza adeguata ed efficace.

Le barriere che le donne incontrano riguardano anche la sostenibilità economica per le diverse tipologie di trattamenti.

Le spese sanitari e i premi assicurativi sono storicamente più elevati per le donne. In Svizzera, ad esempio, una donna di 31 anni paga in media il 37% in più rispetto a un uomo della stessa età, (22) in India, le assicurazioni private prevedono premi più alti per le donne. (23)

La sostenibilità non si deve limitare solo al costo dei servizi sanitari diretti, ma deve coinvolgere anche i prodotti per l’igiene, come gli assorbenti mestruali e il costo dei contraccettivi. Infatti, nelle aree in via di sviluppo le donne non utilizzano metodi di pianificazione familiare sicuri ed efficaci perché vi è mancanza di accesso e sostegno. (24)

Nonostante l’UE consideri la tampon tax una questione di disparità di genere, in Italia dal 1° gennaio 2024 l’IVA sugli assorbenti è passata dal 5% al 10%. Il Parlamento europeo, già nel 2021, con una risoluzione non legislativa, aveva chiesto ai diversi Paesi di eliminare la tassa sui prodotti per l’igiene femminile applicando esenzioni o aliquote IVA allo 0% su questi beni essenziali. (25) Nella stessa risoluzione il Parlamento incoraggiava i diversi Paesi a garantire una completa educazione sessuale nelle scuole primarie e secondarie, al fine di ridurre la violenza e le molestie sessuali, ma l’Italia è uno degli ultimi Paesi in cui l’educazione sessuale non è obbligatoria a scuola, insieme a Bulgaria, Croazia, Ungheria, Lituania, Romania e Slovacchia. (26)

Crediamo che sia importante affrontare questi temi, parlarne, per gettare sempre più luci su alcuni problemi che rappresentano il nostro punto di partenza e la nostra motivazione. Anche a un livello più ampio, che coinvolge non solo un allarmante divario di salute a scapito delle donne, ma anche un persistente divario economico, sociale e culturale. Abbiamo bisogno di coinvolgere e sensibilizzare quante più persone possibili per mettere in discussione lo status quo e picconare l’attuale soffitto di cristallo.

Per ciò che riguarda la gravidanza, vogliamo promuovere un approccio più olistico e completo, incentrato sulla donna per migliorare la gestione dei sintomi e del dolore, prevenire una possibile degenerazione incontrollata e conseguenti complicazioni, fino al punto di ridurre tutti i trattamenti non necessari. Il modello deve cercare di migliorare la qualità dell’assistenza, enfatizzando la prevenzione e i risultati di maggior qualità da parte dei diversi operatori sanitari, rispetto all’incentivo dell’esecuzione del maggior numero di trattamenti. In questo modo si fornirebbe anche una diagnosi più rapida, pure per i casi più complessi.

La gravidanza rappresenta un campo in cui è necessario costruire un modello di assistenza alla donna moderno e compassionevole, che offra risultati migliori di quelli che il sistema ha dimostrato di ottenere finora.

Please note:This blog article is intended for informational purposes only and does not constitute medical advice. The information provided should not be a substitute for professional medical advice, diagnosis, or treatment. Always seek the advice of your qualified healthcare provider with any questions you may have regarding a medical condition. Never disregard professional medical advice or delay in seeking it because of something you have read on this blog.

(1) Ellingrud, K.,  Pérez, L.,  Petersen, A.,  and Sartori, V.,  Closing the women’s health gap: A $1 trillion opportunity to improve lives and economies, McKinsey Health Institute: Insight Report.

(2) National Institute of Health (NIH), Women’s Health Equity and Inclusion.

(3) Galea, L. and Parekh, R. S. (2023), Ending the neglect of women’s health in research, British Medical Journal,  Vol. 381, Issue 1303.

(4) Schulte, K. J. and Mavrovitz, H. N. (2023), Myocardial infarction signs and symptoms: Females vs. males, Cureus, Vol. 15, Issue 4.

(5) Loymans, R. J. B. et al. (2014), Comparative effectiveness of long-term drug treatment strategies to prevent asthma exacerbations: Network meta-analysis, British Medical Journal, Vol. 348.

(6) Wells, K. E. et al. (2012), The relationship between combination inhaled corticosteroid and long-acting β-agonist use and severe asthma exacerbations in a diverse population, Journal of Allergy and Clinical Immunology, Vol. 129, Issue 5.

(7) World Health Organization (2023), A roadmap to combat postpartum haemorrhage between 2023 and 2030, Geneva: World Health Organization.

(8) UCL News (2021), Analysis: Women’s pain is routinely underestimated, and gender stereotypes are to blame, University College London.

(9) Zhang, L. L. et al. (2021), Gender biases in estimation of others’ pain, Journal of Pain, Vol. 22, Issue 9.

(10) Glowacki, D. (2015), Effective pain management and improvements in patients’ outcomes and satisfaction, Critical Care Nurse, Vol. 35, Issue 3.

(11) CPR News (2019), Across diseases, women are diagnosed later than men, Faculty of Health and Medical Sciences: University of Copenhagen.

(12) European Society of Human Reproduction and Embryology (2022), Endometriosis: Guideline of European Society of Human Reproduction and Embryology.

(13) NICE Guideline NG73 (2017), Endometriosis: Diagnosis and management, UK National Institute for Health and Care Excellence (NICE).

(14) Dorr, B. (2002),  In the misdiagnosis of menopause, what needs to change?,  American Journal of Managed Care. 

(15) UNICEF and Partnership for Maternal, Newborn, and Child Health (2014), The state of the world’s children, UNICEF.

(16) WHO, UNICEF, UNFPA, World Bank Group and UNDESA/Population Division (2023), Trends in maternal mortality 2000 to 2020: Estimates by WHO, UNICEF, UNFPA, World Bank Group and UNDESA/Population Division, World Health Organization.

(17) Kennedy-Moulton, K. et al. (2022), Maternal and infant health inequality: New evidence from linked administrative data, NBER Working Paper 30093.

(18) Saroha, E., Altarac, M., and  Sibley, L. M. (2008), Caste and maternal health care service use among rural Hindu women in Maitha, Uttar Pradesh, India, Journal of Midwifery & Women’s Health, Vol. 53.

(19) Jardine, J. et al. (2021), Risk of postpartum haemorrhage is associated with ethnicity: A cohort study of 981,801 births in England, BJOG: An International Journal of Obstetrics and Gynaecology, Vol. 129, Issue 8.

(20) Essity Italy (2019), Rottura dei tabù: iniziamo dalle mestruazioni. Perché le mestruazioni sono ancora oggi un tabù in Italia. Indagine quantitativa. Essity Italy.

(21) Khan, M.M. (2022),  Menstrual health and hygiene: What role can schools play?, World Bank Blogs: Education for Global Development.

(22) Dreier, D. (2023), Financial inequalities between women and men in Switzerland, Moneyland Switzerland.

(23) Future Generali (2022), How health insurance premium varies by gender?, Future Generali India Life Insurance.

(24) European Parliament (2021), EU countries should ensure universal access to sexual and reproductive health, European Parliament News.

(25) Michielsen, K.,  Ivanova, O. (2022),  Comprehensive sexuality education: why is it important?, European Parliament: Directorate-General for Internal Policies, Committee on Women’s Rights and Gender Equality (FEMM).

(26) EPF News (2023), Launch of the Global Contraception Policy Atlas at Women Deliver 2023, European Parliamentary Forum for Sexual and Reproductive Rights.

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