Una madre prima di tutto? Una moglie fedele prima di tutto? Una casalinga ancora prima? Un’asessuale? Una lavoratrice che ha la casa come suo regno? Una manager in carriera frigida? Una politica raccomandata dal suo protettore? Una figlia che ha il coprifuoco prima del fratello? Una credente con il velo? Una dipendente che guadagna meno del suo omologo maschile? Una professionista che mette in crisi il suo datore di lavoro alla prima avvisaglia di gravidanza? Una collega acida che ha sempre il ciclo? Un pericolo costante al volante? Una viaggiatrice indifesa? Una nuora che deve competere con la suocera nel suo ruolo di governante del figlio? Una brava cuoca? Un’esperta stiratrice? La tecnica della lavatrice? La lavasciuga-brilla di tutte le superfici? L’analfabeta della regola del fuorigioco? L’animaletto spaventato da proteggere? La mantenuta? Un soprammobile da passare in eredità dal padre al marito? Una buona accondiscendente? Una sottomessa che dipende dal partner? Un’incapace di provare piacere?
Anno domini 2024 e ancora aleggiano paurosamente tutte queste domande. Sempre più in contrasto a un movimento sociale di maggiore consapevolezza ed empowerment. E sono dappertutto. In casa, nella cerchia di amici, in ufficio, in treno, in aereo, a un bar, al parco, in classe, in chiesa, in parlamento.
Siamo qui per dare il nostro contributo nella sfida di tutti i tabù della società, dei pregiudizi di genere, delle barriere implicite ed economiche, che tentano di mettere a tacere un genere, perché troppo complicato per comprenderlo.
Le donne meritano di essere credute, di essere comprese, di avere il potere di capire se stesse, il loro corpo e tutti i trattamenti medici che gli vengono proposti.
Le donne non hanno bisogno di più grinta, hanno bisogno di più aiuto e gentilezza.
Possiamo insieme prenderci cura l’uno dell’altro. Il benessere non deve essere inteso come uno stato d’essere o una stato mentale, ma come uno stato d’azione per arrivarci.
Se le condizioni di salute e il dolore femminile vengono abitualmente ignorati o superficialmente snobbati, dobbiamo agire per rendere sempre più visibili, quantificabili e azionabili quelle che vengono presentate come esperienze e situazioni invisibili e difficili da spiegare.
Rivoluzioniamo la gravidanza e mettiamo le donne al centro di tutto ciò che facciamo, superando i consigli e gli approcci generici alla salute femminile, perché non esiste una taglia unica per la donna, ogni corpo è unico.
Portiamo nelle mani di ogni singola donna tutti gli strumenti e tutte le opportunità per alimentare le donne che vogliono sostenere i loro corpi e le loro scelte di vita.













